Dichiarazione, Comitato internazionale 17 ottobre, incontro 2018
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Dichiarazione del Comitato internazionale 17 ottobre

al termine del suo settimo incontro biennale nel 2018

Noi, membri del Comitato internazionale 17 ottobre, al termine del nostro settimo incontro a Roma, Italia, dal 15 al 17 maggio 2018,

1. Constatiamo che le Nazioni Unite annunciano che l'estrema povertà è diminuita a livello mondiale, ma che i progressi sono stati disomogenei e che 1,6 miliardi di persone vivono ancora in una povertà multidimensionale. Accogliamo l'obiettivo delle Nazioni Unite di mettere fine alla "povertà in tutte le sue forme e in tutti i suoi aspetti", ma siamo preoccupati del suo obiettivo di "ridurre a meno di metà la proporzione di uomini, donne e bambini di qualsiasi età che vivono nella povertà in tutte le sue dimensioni" entro il 2030. Esortiamo l'Organizzazione delle Nazioni Unite a vigilare affinché nessuno sia lasciato indietro e a mobilitare al massimo i suoi sforzi per mettere fine alla povertà in tutte le sue dimensioni, per tutti, da qui al 2030, anche mediante l'effettiva realizzazione della sua iniziativa di una base di protezione sociale.

2.   Insistiamo sul fatto che non lasciare nessuno indietro implica una comprensione del carattere multidimensionale della povertà. Appoggiamo l’importante contributo che mira ad acquisire una migliore comprensione della povertà multidimensionale con il progetto di ricerca partecipativa condotto congiuntamente tra l’Università di Oxford, ATD Quarto Mondo ed altri partner, che permette di far incrociare i saperi delle persone che vivono situazioni di povertà con gli operatori impegnati sul campo ed universitari di otto paesi. Esortiamo tutti i governi e le Nazioni Unite ad incorporare le conclusioni di questo progetto in corso nei loro impegni per mettere fine alla povertà in tutte le sue dimensioni e a considerare i Principi guida sull'estrema povertà e sui diritti umani adottati dal Consiglio dei Diritti Umani, nella sua relazione 21/11 del 27 settembre 2012.

3.  Constatiamo che il Segretario generale delle Nazioni Unite ha sottolineato "che la minaccia più sistematica per l'umanità resta il cambiamento climatico" e che il Relatore speciale sui diritti umani e l'ambiente ha sottolineato che un "ambiente sicuro, pulito e duraturo fa parte integrante della piena fruizione di un ampio spettro di diritti umani, quali i diritti alla vita, alla salute, all'alimentazione, all'acqua e alla bonifica". É stato dimostrato che i più emarginati saranno i più fortemente colpiti dalle conseguenze negative del cambiamento climatico e dell'inquinamento/degrado dell'ambiente, inclusi i procedimenti dell'estrazione mineraria distruttiva per l'ambiente. Invitiamo la comunità internazionale ad affrontare con urgenza gli effetti dei cambiamenti climatici e i danni all'ambiente che minacciano i diritti alla vita, alla salute, all'alimentazione, all'acqua e alla bonifica dei più emarginati e dei più indigenti, riconoscendo loro il ruolo importante che giocano nella lotta contro il cambiamento climatico e la protezione dell'ambiente.

4.   Deploriamo la situazione inaccettabile di circa 22,5 milioni di rifugiati nel mondo, di cui più della metà hanno meno di 18 anni, cacciati dalle loro case a causa dei conflitti, delle persecuzioni e della povertà. Per esempio, solamente il conflitto in Siria ha generato 5,5 milioni di rifugiati. Più recentemente, la crisi dei rifugiati nello stato del Rakhine alla frontiera tra il Myanmar e il Bangladesh é talmente preoccupante da necessitare un'azione urgente. L'Organizzazione delle Nazioni Unite deve prevenire ed eliminare tutte le forme di violenza e di discriminazione contro i rifugiati e giungere al più presto ad un accordo sul suo progetto di Patto mondiale per i rifugiati. Esortiamo tutti i governi e le Nazioni Unite a proteggere i diritti umani di tutti i rifugiati e a vigilare affinché non siano secondari nella lotta contro la povertà.

5.  Ricordiamo che il 17 ottobre 1987, a Parigi sul Sagrato delle libertà e dei diritti dell'Uomo, dove è stata firmata nel 1948 la Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo, centomila persone da ogni luogo hanno risposto all'appello di Joseph Wresinski di radunarsi per celebrare la prima Giornata mondiale del rifiuto della miseria. L'appello all'azione di Joseph Wresinski riconosce il sapere ed il coraggio delle famiglie che nel mondo vivono nella miseria, l'importanza di raggiungere i più poveri e di costruire con loro un'alleanza con i cittadini provenienti da ogni luogo per mettere fine alla miseria. Questo appello ha le proprie radici nell'esperienza personale di Joseph Wresinski che da bambino visse nella miseria e dovette convivere nella lotta quotidiana insieme alla famiglia per vincere la vergogna e l'esclusione sociale. Il suo appello all'azione é scritto sulla Lapide commemorativa sul Sagrato delle libertà e dei diritti dell'Uomo del Trocadero a Parigi:

tutti i paesi si sono riuniti su questo sagrato. Hanno reso omaggio alle vittime della fame, dell'ignoranza e della violenza. Hanno affermato la loro convinzione che la miseria non é fatale. Hanno proclamato la loro solidarietà nei confronti di coloro che lottano nel mondo per distruggerla.

Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti dell'uomo sono violati. Unirsi per farli rispettare è un dovere sacro.”

Padre Joseph Wresinski

Oggi nel mondo, oltre alla Lapide situata alla sede delle Nazioni Unite a New York, sono state create 50 repliche del messaggio scritto da Padre Joseph Wresinski e inciso sulla Lapide commemorativa sul Sagrato delle libertà e dei diritti dell'Uomo del Trocadero a Parigi.

6.  Ricordiamo anche che da allora, il 17 ottobre di ogni anno, ci siamo riuniti per dimostrare i forti legami di solidarietà tra persone che vivono in situazione di povertà e non, e per rinnovare la nostra determinazione a lavorare insieme per distruggere la miseria e le violazioni dei diritti umani attraverso il nostro impegno e le nostre azioni individuali e collettive. Ci impegniamo, quindi, a promuovere con forza la Giornata internazionale per eliminare la povertà, che riunisce pubblicamente tutti coloro che lottano per mettere fine alla miseria e coloro che vogliono unirsi a loro, sia a livello mondiale, nazionale che locale.

7. Ammettiamo che l'eliminazione della miseria e la promozione della prosperità per tutti, richiedano degli impegni collettivi e di cambiamento che mettano al centro i più esclusi. Un impegno importante é rendere omaggio alla dignità umana delle persone che vivono nella miseria e lottare per mettere fine alla discriminazione, all'umiliazione e all'esclusione sociale di cui soffrono. Un'altra, consiste nel creare degli spazi sicuri che incoraggino le persone, che vivono nell'estrema povertà, a rompere il silenzio sulla loro situazione e ad agire in solidarietà con coloro che aspirano ad essere loro partner nella lotta contro la miseria. Ci impegniamo a sostenere e promuovere con forza la celebrazione della Giornata internazionale secondo le modalità che rispettino lo spirito ed il significato originali della Giornata mondiale del rifiuto della miseria, e a promuovere e salvaguardare degli spazi dove persone provenienti da orizzonti molto diversi possano ritrovarsi insieme in condizioni ben specifiche, per lottare contro l'estrema povertà e le violazioni dei diritti umani, e per la pace di tutti.

8.  Ricordiamo che l'anno 2017 ha segnato il 30esimo anniversario dell'appello all'azione di padre Joseph Wresinski che ha ispirato il 17 ottobre come Giornata mondiale del rifiuto della miseria e il riconoscimento da parte delle Nazioni Unite del 25esimo anniversario della Giornata internazionale per l'eliminazione della povertà.1 Per celebrare questi anniversari significativi, il Comitato internazionale 17 ottobre, in associazione con il Movimento internazionale ATD Quarto Mondo, ha lanciato i nel 2017 la campagna mondiale "Mai più Povertà: Agire tutti per la dignità" che invitava le persone del mondo intero ad impegnarsi personalmente a rispondere all'appello all’azione.2 Chiediamo alle Nazioni Unite un riesame del rapporto di valutazione del 2006 sul contributo alla celebrazione della Giornata internazionale nel mobilitare tutte le parti interessate nella lotta contro la povertà3 e di prevedere rapidamente la creazione alle Nazioni Unite di un sistema per assicurare l'effettiva partecipazione ed espressione delle persone che vivono nella povertà e nell'estrema povertà.

9. Ricordiamo, inoltre, che la campagna mondiale ha invitato gli individui, le comunità, le organizzazioni e i Paesi a prepararsi a celebrare il 17 ottobre 2017 in modo ricco e variato, soprattutto scoprendo o condividendo esperienze che raccontano come la miseria può essere sconfitta quando ci si unisce per difendere i diritti di tutti; organizzando o partecipando a manifestazioni culturali per celebrare il coraggio e la lotta quotidiana dei più poveri ed impegnandosi in un dialogo costruttivo sul modo di costruire una società che non lasci nessuno indietro. Ci impegniamo a trarre vantaggio dalla potente dinamica creata dalla campagna mondiale del 2017 per sensibilizzare maggiormente sul significato e sullo spirito del 17 ottobre e per promuovere maggiormente la sua celebrazione nel mondo.

10.  Ricordando che l’anno 2018 segna il 70esimo anniversario della proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nella sua relazione 217 A, del 10 dicembre 1948, riaffermiamo che quando donne e uomini sono condannati a vivere nella miseria, i diritti umani sono violati. Le Nazioni Unite hanno lanciato una campagna che esorta tutti, cittadini, governi, imprese, società civile, comunità delle Nazioni Unite e altri, a promuovere e difendere i diritti umani. Siamo contenti di partecipare con le Nazioni Unite e altri partner a questa campagna mondiale, con il pieno coinvolgimento di coloro che sono impegnati e coloro che vivono nella miseria. A questo riguardo, esortiamo tutti i governi a tenere presente questo anniversario significativo per ribadire il loro l’impegno a rispettare, proteggere ed onorare i loro obblighi in materia di diritti umani, in particolare il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e tutti gli altri importanti strumenti internazionali relativi ai diritti umani.

11.  Riaffermiamo che la pace è l’obiettivo universale di tutti i popoli, in particolare per coloro che vivono nella povertà e che per questo sono ridotti a soffrire a causa dell’esclusione, della discriminazione, dell’ingiustizia e della violenza e sosteniamo che soltanto un mondo libero dalla povertà è la base duratura per la costruzione di società pacifiche ed inclusive. Chiediamo a tutti i leader del mondo di tradurre i loro impegni in azioni effettive, per mettere fine alla povertà in tutte le sue forme e per costruire società pacifiche.

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